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Anisakis Simplex

L’Anisakis simplex è un nematode il cui ciclo biologico si svolge in ambiente marino, attraverso vari stadi di sviluppo. Il parassita adulto vive nello stomaco dell’ospite e produce uova, che immesse di nuovo nell’acqua con le feci danno inizio ad un nuovo ciclo.

Le forme larvali in 3° stadio si localizzano nel fegato, nel mesentere e nelle gonadi, ma anche nel tessuto muscolare del pesce ospite e sono responsabili della patologia nell’uomo. Maggiore è la percentuale di grassi del muscolo, maggiore è il numero di larve che vi migrano, quindi i pesci più a rischio sono aringhe, merluzzi, sgombri e sardine. Sono state rilevate larve di Anisakis simplex anche nei salmonidi alimentati con pesci marini non controllati e risanati. I pesci di età maggiore sono più infestati, le larve possono sopravvivere nell’ospite per circa 3 anni.

L’infestazione umana si verifica per lo più per ingestione di pesci o molluschi crudi o poco cotti, ma anche marinati, affumicati o salati. Le larve sono anche piuttosto resistenti ai vari trattamenti per cui sono stati segnalati casi insorti dopo ingestione di pesce cotto, e anche il congelamento, nonostante sia consigliato dalle norme CEE e sia efficace in molti casi, non sempre riesce ad uccidere tutte le larve presenti. Anche con l’uccisione delle larve, gli antigeni di Anisakis simplex sono resistenti al congelamento e alla cottura e l’esposizione ad essi è in grado di condurre a reazioni di ipersensibilità che vanno dall’orticaria allo shock anafilattico.
I parassiti inducono un aumento delle IgE, con reazioni come orticaria, angioedema, anafilassi, asma. Nel paziente è rilevabile sia un aumento delle IgE totali che un aumento delle IgE specifiche verso l’Anisakis. Il reperto di una positività delle IgE specifiche anche in una certa percentuale di soggetti asintomatici e in soggetti con orticaria, angioedema o anafilassi, non scatenate da alimenti parassitati, ha portato a ipotizzare che potrebbe esservi una iniziale sensibilizzazione ad Anisakis simplex, asintomatica, con comparsa di sintomatologia solo dopo nuova esposizione agli allergeni.
L’infezione da Anisakis tende ad autorisolversi in poco tempo: il paziente, avvalendosi eventualmente di sussidi terapeutici, guarisce completamente in alcuni giorni.
Solo di rado, l’Anisakis può causare gravi ostruzioni a livello dell’intestino tenue: in questo caso, il paziente verrà sottoposto all’intervento chirurgico. Alcuni pazienti possono evitare la chirurgia: la terapia con albendazolo può essere sufficiente.

Il LAM San Giorgio esegue in routine con refertazione in giornata il dosaggio delle IgE specifiche anti Anisakis, al costo del ticket con impegnativa regionale o, privatamente, al costo di 9 euro.

2018-01-31T18:27:23+00:00